Shila Morelli

Yoga Nidra & Yantra

Due porte verso il centro

Una si attraversa distesi, l'altra con lo sguardo. Entrambe conducono nello stesso luogo: il punto immobile che rimane quando tutto il resto si posa.

Pratica di Yoga Nidra a lume di candela

Prima porta

Yoga Nidrā —
il corpo che riposa

Yoga Nidrā viene tradotto come «yoga del sonno»: uno stato in cui il corpo dorme mentre la coscienza resta desta. È una pratica liminale, sulla soglia fra differenti stati di percezione, che mette in atto un metodo sistematico di progressivo ritiro dei sensi.

In questo stato si apre la possibilità di accedere ad una grande rigenerazione psicofisica, una sorta di reset del sistema, e allo stesso tempo di lavorare sulla trasformazione di abitudini e forme pensiero limitanti attraverso il Sankalpa, l'intenzione risolutiva.

È una pratica trasformativa e sacra, accessibile a tutti e dalle molteplici potenzialità: non richiede alcuna esperienza pregressa, solo la volontà di stendersi e ascoltare.

Seconda porta

Yantra —
la geometria del centro

Lo Yantra è una forma che raccoglie: cerchi, triangoli, petali e un punto — il bindu — che tiene tutto insieme. Guardarlo non è un esercizio estetico, ma una pratica di ritorno: lo sguardo si posa, il pensiero rallenta, il centro riappare.

Nella pratica devozionale lo Yantra accompagna il percorso dedicato alle Dās Mahāvidyā, le dieci Grandi Saggezze del Divino Femminile: dieci forme della Dea Madre, dieci aspetti della realtà cosmica dentro e fuori di noi.

Tracciare, contemplare, respirare una geometria è un modo antichissimo di riportare ordine nel campo: la forma fuori riordina la forma dentro.

Yantra tracciato in oro e rosso su carta fatta a mano

Il centro non è un luogo da raggiungere.
È ciò che resta quando smettiamo di allontanarcene.

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